PICCOLI MAFIOSI CRESCONO
Tornavo dal lavoro in bici quando, in prossimità di casa, incrocio una marmaglia vociante di marmocchi travestiti. Accortomi che erano i compagni di classe di mio figlio piccolo, con lui stesso in mezzo, ho cercato di allontanarmi per non essere coinvolto da gli altri genitori che l'accompagnavano nel giro del quartiere. Non ce l'ho fatta e così,mio malgrado, ho saltato la cena e ho seguito i petulanti mostruosi nel giro. Finche suonavano alle case di loro amici o di persone che condividevano lo spirito di questa strana festa non c'ho pensato ma quando sono entrati nella bottega di "Vince, pizza a taglio" nella piazza della chiesa esclamando "pizzetta o scherzetto" mi son detto -questi sono come i mafiosi che a Palermo vanno a chiedere il pizzo-. Ma siamo sicuri che il "dolcetto o scherzetto" non sia l'anticamera del "dammi i soldi o ti brucio il negozio"?
IL GOVERNO DEL SENATOR PAPALLA
BONSAI di Sebastiano Messina (da Repubblica del 30.10.2006)
Le probabilità che si formi davvero in Italia un governo di "larghe intese", ovvero la versione italiana della Grosse Koalition, sono -secondo me- prossime allo zero. Però, ammettiamolo, per una settimana ci divertiremmo. Provate solo a immaginare le trattative per la formazione del governo, con Napolitano che convoca al Quirinale, per affidargli l'incarico, il candidato naturale, l'uomo che non sta né di qua né di la: Sergio De Gregorio, il senator Papalla.
Poi la lista dei ministri, con Berlusconi alla Giustizia (così la facciamo finita), Mastella alla Famiglia (con 6 viceministri e 15 sottosegretari, tutti di Ceppaloni), Storace alle Comunicazioni (con delega ai servizi segreti), Tremonti e Visco alle Pari Opportunità (un giorno per uno), Di Pietro ai rapporti col Parlamento (come antidoto, per essere sicuri che il governo non duri più di una settimana) e Prodi allo Sport, così unisce l'utile al dilettevole. E la Gardini? Vogliamo lasciarla fuori dal gabinetto De Gregorio, l'unico in cui sarebbe sicura di non incontrare Vladimir Luxuria? Ma per carità. A lei il ministero più delicato, quello dell'Economia: così potrebbe finalmente scoprire cosa diavolo è la Consob.
PRODI MI LEGGE?
Non voglio passare per sborone o, in fiorentino, come ganzino ma avevo il sospetto che qualcuno dell'entourage di Prodi leggesse i nostri sfoghi e poi successivamente li facesse propri (vedi Repubblica di ieri pag. 2 sottotitolo "Dovevamo parlare di più del disastro lasciato da Berlusconi"). Ebbene oggi ne ho la conferma. Nelle statistiche di Shinystat di poco fa guarda chi ho beccato:

IL CALCIO? DAPPERTUTTO.
Per chi pensava che il calcio non fosse una malattia per gli italiani ecco la prova fotografica che questo sport lo è. Si pratica in Italia dappertutto, ognidove e specialmente nei posti piu' famosi. Come questo.

La foto è stata scattata stamani a Firenze. Il palazzo con le arcate è il dietro della Galleria degli Uffizi, il fiume è l'Arno e a sinistra a 50 metri non inquadrato c'è il Ponte Vecchio. Il campo è da calcetto ed è stato allestito nell'area della Società Canottieri Firenze.
CATTIVE AMICIZIE
E' stato reso noto il verdetto della camera di conciliazione e arbitrato del Coni riguardante la Fiorentina. Si è meritata solo 4 punti di sconto della penalità. Forse era meglio se Della Valle faceva a meno di essere amico di Mastella...
LA SCORTA DI SCORTA
Molto spesso vorrei vivere nella più completa ignoranza al fine di non arrabbiarmi perchè quando vengo a conoscenza di simili porcherie il mio umore peggiora e i travasi di collera difficilmente si frenano. Specialmente quando un imprenditore pieno di quattrini voglia farsi mantenere da noi contribuenti trentuno uomini di scorta e sedici auto dI cui tredici blindate! Leggere per credere...
E IL CAVALIERE SI AUTOASSEGNO' AUTO BLU E SUPERSCORTA
di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella - Corriere della Sera
Non si fidava, il Cavaliere, del suo successore. E così, mentre ancora stava a Palazzo Chigi in attesa di lasciare il posto a Romano Prodi, avrebbe deciso di darsela da solo, la scorta per il futuro: 31 uomini. Più la massima tutela a Roma, Milano e Porto Rotondo. Più sedici auto, di cui tredici blindate. Il minimo indispensabile, secondo lui, di questi tempi.
Un po' troppo, secondo i nuovi inquilini della Presidenza del consiglio. Che sulla questione, a partire da Enrico Micheli, avrebbero aperto un (discreto) braccio di ferro con l'ex-premier. Guadagnando finora, pare, solo una riduzione del manipolo: da 31 a 25 persone. Quante ne aveva il "bersaglio Numero Uno" Yasser Arafat, ricorda Massimo Pini, il giorno che andò a visitare Bettino Craxi. Certo, qualcuno ricorderà a Berlusconi quanto disse ai tempi in cui aveva deciso col ministro dell'Interno Claudio Scajola di tagliare il numero degli scortati. Tra i quali, come rivelarono mille polemiche e le intemerate di Francesco Saverio Borrelli, c'era anche il pm dei suoi processi, Ilda Boccassini, che si era esposta contro la mafia in Sicilia. Disse che per molti la scorta era "solo uno status symbol" usato "impropriamente, magari sgommando". E si vantò, giustamente, di aver sottratto alla noia di certe inutili tutele "788 operatori di polizia dirottati così in altri settori per garantire una maggiore sicurezza dei cittadini".
Né val la pena di ricordare che, ai tempi in cui le Br ammazzavano la gente per la strada e i politici erano esposti come mai prima, il presidente del consiglio Giulio Andreotti viaggiava con scorte assai più contenute: «Mia moglie a Natale faceva un regalino a tutti, e certo non erano molti». E' vero: è cambiato tutto. E la scelta di ridurre drasticamente le spese per proteggere gli ex-capi del governo fatta da Giorgio Napolitano quando stava al Viminale, appare lontana anni luce. Berlusconi è stato il premier che ha appoggiato fino in fondo Bush, ha schierato l'Italia nelle missioni in Afghanistan e in Iraq, si è battuto in difesa della sua idea di Occidente con una veemenza (si ricordi la polemica sulla "superiorità sull'Islam") che lo ha esposto non solo ai fanatici come quel Roberto Dal Bosco che gli tirò in testa un treppiede ma all'odio di tanti assassini legati ad Al Qaida. Garantirgli la massima tutela è un dovere assoluto. Punto e fine. Il modo in cui si sarebbe auto-confezionato questa tutela, invece, qualche perplessità la solleva.
Il 27 aprile, cioè diciassette giorni dopo il voto e prima che Romano Prodi si insediasse, la presidenza del consiglio stabiliva che i capi del governo "cessati dalle funzioni" avessero diritto a conservare la scorta su il tutto il territorio nazionale nel massimo dispiegamento. Altri dettagli? Zero: il decreto non fu pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» e non sarebbe stato neppure protocollato. Si sa solo che gli uomini di fiducia "trattenuti" erano 31. Quelli che con un altro provvedimento il Cavaliere aveva già trasferito dagli organici dei carabinieri o della polizia a quelli del Cesis. Trasferimento che l'allora presidente del Comitato di controllo sui servizi Enzo Bianco, appoggiato dal diessino Massimo Brutti, aveva bollato come "illegittimo". Scoperta la cosa all'atto di insediarsi come sottosegretario con delega ai "servizi" al posto di Gianni Letta, Enrico Micheli avrebbe espresso sulla faccenda l'irritazione del nuovo governo. E dopo una lunga trattativa sarebbe riuscito a farsi restituire, come dicevamo, sei persone.
Quanto alle auto, quelle "prenotate" dall'allora presidente sarebbero come detto 16, delle quali 13 blindate. Quasi tutte tedesche. Resta la curiosità di sapere se vanno o meno contate tra quelle del parco macchine di Palazzo Chigi. Così stracarico di autoblu che il grande cortile interno non può ospitarne che una piccola parte. Il resto sta in via Pozzo Pantaleo 52/E, una strada fuori mano alle spalle di Trastevere, nel quartiere portuense. Serve una macchina? Telefonano: "Mandate un'auto, per favore". Se non c'è traffico, una mezz'oretta. I ministri sparpagliati qua e là che fanno riferimento a Palazzo Chigi, non sono pochi: Linda Lanzillotta (Affari Regionali), Giulio Santagata (Attuazione del programma), Luigi Nicolais (Riforme e Innovazioni nella pubblica amministrazione), Barbara Pollastrini (Pari opportunità), Emma Bonino (Politiche europee), Vannino Chiti (Rapporti con il Parlamento) Rosy Bindi (Politiche per la famiglia) e Giovanna Melandri (Politiche Giovanili e Sport). Ma le autoblu a disposizione, comprese le due Maserati in dotazione a Prodi e Micheli, sono una marea: 115. E il bello è che sono già calate: fino al 17 maggio erano 124.
Costi? Una tombola. Nel solo 2005, per "acquisto, manutenzione, noleggio ed esercizio dei mezzi di trasporto nonché installazione di accessori, pagamento dei premi assicurativi e copertura rischi del conducente e dei trasportati, spese per permessi comunali di accesso a zone a traffico limitato", quel parco di autoblu ci è costato 2 milioni e 152 mila euro, 400 mila in più rispetto alle previsioni. Ai quali vanno sommati gli stipendi degli autisti, presumibilmente gravidi di straordinari. Un anno eccezionale? Niente affatto: la fine di una rincorsa. Nel 2001, per le stesse cose, erano stati spesi 940 mila euro. Nel 2002 un milione e 389 mila. Nel 2003 un milione e 322 mila. Nel 2004 un milione e 800 mila. Una progressione inarrestabile. Fatte le somme, dal 2001 al 2005 dalle casse di palazzo Chigi sono usciti per le autoblu 7 milioni 603 mila euro. Pari a 14 miliardi e 721 milioni di lire. Eppure, per i viaggi appena più lunghi, devono aver anche volato. Lo dicono i bilanci: per "noleggio di aeromobili per esigenze di Stato, di governo e per ragioni umanitarie e spese connesse all'utilizzo dell'aereo presidenziale" sono stati spesi nel solo 2005 due milioni e 150 mila euro. Il quadruplo del 2002, quando i voli della presidenza ci erano costati 577.810 euro. Sarà stata colpa del caro petrolio...
DIO PERDONA, LORO NO...
INTEGRALISMI LOCALI
di Pier Franco Schiavone (dal blog di Claudio Sabelli Fioretti)
Hanno cacciato Ceccherini perché ha bestemmiato. In Italia vi è un omicida che insegna in un liceo e un ex terrorista assassino, che non si è fatto un giorno di galera, che lavora coi Ciellini perché pentito. Tuttavia una bestemmia in TV non si perdona. Non bastano le scuse e, magari, una multa. Non si bestemmia in TV, giusto, ma non si può ignorare che la bestemmia è parte del linguaggio quotidiano. In Toscana poi! Personalmente sono anche convinto che il bestemmiatore invoca Dio al contrario, come una sorta di innocuo rimprovero ai Santi per non aver ottemperato al compito Divino della pietà. Scherza coi fanti e lascia stare i Santi! Lascia stare anche Papi e Cardinali dice l’AIART, l’associazione dei telespettatori cattolici, che ha chiesto la censura di Crozza e Littizzetto perché fanno satira su Ratzinger e Ruini. I Talebani dell’AIART (che fanno il paio col MOIGE) non sanno che i migliori raccontatori di barzellette sui preti sono i preti, (e gli ebrei sugli ebrei). Come si fa ad offendersi se una simpatica gnometta urla: Emineeenzaa! Te la fai una padellata di fatti tuoi?
IL SEMAFORO
Ho ritrovato questo esilarante pezzo di Corrado Guzzanti del1997 su Prodi-Semaforo. A distanza di quasi dieci anni è terribilmente ancora attuale.
QUANTO SI RISPARMIEREBBE...
...di finanziaria se si riportassero tutti a casa dall'Afghanistan, Iraq e Libano. C'è qualcuno capace di fare il calcolo?

Ho ritrovato questo disegno di Mordillo (illustratore molto in voga nei negozi di gadgets qualche decennio fa e famoso per i puzzle con tutti gli omini bianchi e nasoni) grazie a Ambivalenza.
RIFORMA DELLA SQUOLA contributo di Fulvia Leopardi
Qualcuno mi spiega come si conciliano le annunciate fanfare sulla maturità più severa / stop ai diplomifici, con questo?
Voglio dire, la sottoscritta odiava la matematica e anche in presenza di
«attività di accoglienza, rimotivazione e riorientamento, nonché l’individualizzazione della didattica in modo da tener conto delle diverse forme di intelligenza e dei diversi stili di apprendimento»
ignorante era e ignorante sarebbe rimasta!
Tra l’altro mi piace molto la storia che tutte queste attività siano fatte perché
«la conseguente riduzione della permanenza media degli alunni all’interno del sistema determinerà una riduzione della spesa per oneri del personale»
…e io che mi pensavo volessero dire basta ai diplomifici!
PATETICI
Ho avuto pietà nel leggere l'intervento di Bossi alla sagra dei baccalà del centrodestra alla vicentina che si è svolta ieri e seguita da poco meno di diecimila persone. Il ribadire un effetto improbabile in uno colpito dalla sua malattia mi ha fatto venire in mente la battuta sentita in negozio poco tempo fa. Un cliente non piu' giovane che vedendo una signorina prosperosa si rivolse a me sussurrando: "ora vo da lei e gli dico Signorina, se le garba il mencio la fo impazzire".
FISCHI X FIASCHI
L'AMACA di Michele Serra (da Repubblica del 21.10.2006)
Che un gruppo di attivisti cattolici, molto attivisti e molto cattolici, fischi Romano Prodi, rientra nel novero delle possibilità. Ma che lo stesso gruppo di attivisti cattolici applauda Berlusconi è, invece, puro surrealismo politico. Non esiste niente, sotto il sole, più anticristiano di Berlusconi. L'edonismo, le poppe in vendita, il fracasso mondano, il consumismo bulimico sono state la mission (riuscitissima) delle sue televisioni. Se c'è qualcosa che ha definitivamente azzerato la dimensione spirituale di questo paese, o quel poco che ne restava, questo qualcosa è la televisione commerciale. Ora: la crapula, i quattrini e le tette come unico orizzonte della vita possono anche andare bene a noi altri miscredenti. Si sa che siamo sazi e disperati (come disse il cardinale Biffi) e dunque dediti, per ingannare il tempo, alle più sozze pratiche. Ma un cattolico? Un cattolico, Gesù santo, come accidenti fa ad applaudire Berlusconi? Sulla base di quale abbaglio demoniaco puo' trasformare in idolo un tipetto al quale interessa solo ciò che si compera e si vende? Berlusconi è il classico mercante che il fondatore del cristianesimo avrebbe buttato fuori dal Tempio. Si vede che il Tempio, nel frattempo, lui se l'è comperato.
DEBITO INFORMATIVO
Di cappellate ne hanno fatte in 157 giorni, i nostri dipendenti al governo, e chissà quante ancora ma la pecca, secondo me piu' irrisolta, è la pessima o addirittura assente attività di comunicazione. Se si pensa al precedente governo che non governava ma pensava agli affaracci suoi e nonostante tutto impiegava uno staff preparatissimo nel comunicare bene quello che poi in realtà non faceva e si raffronta con l'attuale esecutivo, che in verità si è rimboccato le maniche per cercare di tamponare le falle ma ha rimediato solo contraccolpi negativi di immagine e crollo di consensi, viene da chiedersi perchè non impieghi subito una task force di comunicativi un po' aggressiva nei confronti dell'operato del precedente governo, per far capire agli italiani che se sacrifici vanno fatti sono solo attribuibili al duo Berlusconi-Tremonti che ha sfasciato la finanza pubblica, dato un colpo mortale a quel poco di morale fiscale del popolo italiano e si è ingrassato il portafoglio personale grazie alle leggi ad hoc. Ma non lo fanno perchè, penso, loro vogliono essere diversi dal Berlusconi imbonitore, anzi fare il contrario, comunicare pochissimo, quasi niente, con le conseguenze che vediamo. Dopo il prossimo sondaggio negativo si daranno una mossa? Creeranno piu' armonia o continueranno a fare i "polli di Renzo" dei Promessi Sposi? Ci toccherà tornare in piazza a fare i girotondi per farglielo capire? Per il momento si beccano solo retrocessioni e debiti informativi.

(grazie a Artefatti)
MIRACOLI A FIRENZE
Addì diciannove di ottobre dello anno duemilaessei, mentre che erano dediti allo loro lavoro, fra' gattomammone e fra' votantonio ricevevano la apparizione inaspettata della madonna dei blog italiani. Ai loro occhi increduli si presentava la mitica profepuntoit. Onorati da tale visita si decise di iscriverla negli annali internettiati per festeggiare a perenne memoria.
