mercoledì, 31 maggio 2006
contributo di gattomammone

NON PERDETEVI LA PROFE!

Non è mia abitudine segnalare siti che non siano, bene o male, legati alla politica ma oggi voglio derogare: sono a consigliarvi http://laprofepuntoit.splinder.com  E' il blog di una simpaticissima proffa (ai miei tempi si diceva così) d'italiano appena immessa a ruolo e alle prese con una sezione di scuola media, di una fan (come me) di Stefano Benni, di una fiorentina che scrive e vive in maniera gagliarda. Mi sto leggendo tutto il blog dall'inizio (settembre 2005)  quindi, se non vedrete aggiornamenti qui nei prossimi giorni, è perchè mi sono perso nel sito della profe. Un grazie a Gattasorniona che, involontariamente, (bracando nei commenti del suo blog) mi ha fatto scoprire questo piacevole sito.

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Categorie: segnalazioni, curiosita
martedì, 30 maggio 2006
contributo di gattomammone

FALLACI ILLUSIONI

Non ne volevo parlare per non fare ulteriore pubblicità a una persona che adesso ha oltrepassato il segno ma dopo aver letto questo contributo di Gianluca Freda in cui mi riconosco pienamente, ho cambiato idea.

Allora: le fanno schifo Berlusconi e Prodi (e fin qui ha ragione, almeno a metà), le fa schifo Fellini, le fa schifo l’olio d’oliva del New Jersey, le fanno schifo gli immigrati messicani, le fa schifo Chavez. Non parliamo dei musulmani e della loro cultura, che le fanno schifo oltre ogni dire. Nessun’altra parola dello scibile umano potrebbe sintetizzare Oriana Fallaci con così alta approssimazione: schifo.  
Ne ho viste in vita mia di persone rese citrulle e canaglie dall’età, dalle malattie, dai fallimenti. Ma Oriana Fallaci apre all’espressione “rancoroso fallimento” un ampio orizzonte di nuove e insospettate prospettive. Leggendo le sue parole senza rifletterci troppo (in effetti la materia per tale attività non è molta) la cosa che spaventa di più non è il loro significato becero e violento, ma la paura di ciò che, invecchiando, potremmo diventare. Tra noi persone normali e Oriana Fallaci, come direbbe Alan Moore, c’è solo una brutta giornata di differenza. A ciascuno di noi può capitare, lungo la strada che conduce alla pensione, una giornata talmente brutta da trasformare una persona serena e amante della vita in un vecchio relitto urlante che, se ne possedesse il potere, sterminerebbe mezza umanità solo per avere qualche secondo di sollievo dalla noia. E’ una fortuna che nessuno conceda potere ai vecchi relitti urlanti come Oriana Fallaci.
Venuta a sapere della prossima realizzazione di una moschea nel senese, Oriana se ne esce con la seguente apodittica stronzata (a onor del vero, è solo una fra le tante):
"Non voglio vedere questa moschea, è molto vicina alla mia casa in Toscana. Non voglio vedere un minareto di 24 metri nel paesaggio di Giotto, quando io vado nei loro paesi non posso neppure indossare una croce o portare una Bibbia. Se sarò ancora viva andrò dai miei amici a Carrara, la città dei marmi. Lì sono tutti anarchici; con loro prendo gli esplosivi e la faccio saltare per aria"
.
Cara Oriana, lasciatelo dire da uno che gli anarchici li conosce un po’ meglio di te: se tu gli chiedessi dell’esplosivo per far saltare un edificio che è simbolo di tolleranza e uguaglianza, ti farebbero fare il giro delle colline del Chianti a calci nel culo. Basta mi facciano uno squillo e vengo a dargli una mano. E se io fossi le colline senesi, piuttosto che vedere il mio giottesco panorama deturpato da un decrepito relitto come te, mi esibirei in uno smottamento tettonico che porti la tua veranda a ridosso del minareto e che permetta al muezzin di rovinarti colazione, pranzo, merenda, cena e spuntino di mezzanotte con la nenia salmodiata che qui riporto, per la tua estasi:

Allahu Akbar (Iddio è Sommo)
Ašhadu an la ilah illa Allah (Attesto che non v'è dio se non Iddio)
Ašhadu anna Muhammadan Rasul Allah (Attesto che Muhammad è l'Inviato di Dio)
Hayya ‘ala al-salat (Orsù alla preghiera)
Hayya ‘ala l-falah (Orsù alla salvezza)
Allahu Akbar (Iddio è Sommo)
La ilah illa Allah (Non vi è dio se non Iddio)

Cara Oriana, io sarei felice se tu te ne andassi a costruire la tua fottuta casa delle vacanze da un’altra parte. In Toscana ci vivo anch’io, ci sono un sacco di musulmani (che mi piacciono) e per ora c’è solo un numero limitato di razzisti (che mi piacciono molto meno). Poiché sono estremamente razzista verso i razzisti (li considero una razza visibilmente inferiore), sarei felice se tu andassi a portare la tua ideologia della superiorità razziale in una zona del mondo che possa riservarle una migliore accoglienza, ad esempio in Texas.  Penso che tutto debba avere un limite, anche la libertà d’espressione. Vent’anni fa, frasi violente e ignobili come le tue potevano suscitare disgusto, ma niente di più. Oggi fanno da base ideologica a genocidi (Iraq e Afghanistan), persecuzioni razziali (le ronde leghiste), torture e deportazioni di esseri umani (quelle che avvengono nei Cpt). Credo che sia arrivata l’ora di zittire, per legge, le opinioni come le tue e di punire in modo severissimo chi le esprime o le pubblica. Mi auguro che il nuovo governo prenda provvedimenti in merito. E’ in gioco non solo quel poco che c’è rimasto di buono nella democrazia occidentale, ma la vita di molte migliaia di persone. Ogni libertà, compresa quella d’espressione, è definita da un suo preciso limite, quel limite che tu, con le tue biliose stronzate, hai superato da un pezzo.    

Nel riquadro: il dipinto American Beauty, del pittore Giuseppe Veneziano, raffigurante la speranza.

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Categorie: news, sfoghi, regole, indignato
contributo di gattomammone

NERI MARCORE' SAPEVA GIA' TUTTO!

Se ve lo siete perso a Mai dire domenica, guardatevi questa spassosissima imitazione di Moggi fatta da Neri Marcore'

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Categorie: segnalazioni, televisioni, palloni sgonfiati
lunedì, 29 maggio 2006
contributo di gattomammone

LA RIPERDITA DEL BERLUSCA

Al riparo da exit poll bufalari ma con proiezioni e primi risultati favorevoli si profila una nuova vittoria, alla tornata amministrativa, per la tanto bistrattata ma ciarliera Unione. Le continue esternazioni dei neo ministri con o senza portafoglio ma sicuramente microfonodotati non hanno provocato fughe elettorali nel nostro schieramento. E il Berlusca? Griderà ancora ai brogli? Riconterà anche le schede del 1948?
E se si levasse un po' "dagli elettori di centrosinistra"?

 

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Categorie: considerazioni, democrazia, berlusconi, proderie
domenica, 21 maggio 2006
contributo di gattomammone

FORMULE PERDENTI

Moggi=Juve in C2  (grazie a Artefatti.it)

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Categorie: tarocchi, palloni sgonfiati
contributo di gattomammone

AGGIORNAMENTI PER PLAYSTATION2


(grazie a Maus)

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Categorie: tarocchi, palloni sgonfiati
giovedì, 18 maggio 2006
contributo di gattomammone

GIOVANNA, LA NIPOTE DEL CORSARO BIANCONERO

(grazie a Artefatti.it)

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Categorie: satira, palloni sgonfiati
mercoledì, 17 maggio 2006
contributo di gattomammone

FARE L'OPPOSIZIONE DA VILLA CERTOSA

Fatevi un tour fotografico a Villa Certosa, famosa per essere il posto più bello ma al tempo stesso pacchiano della terra.

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Categorie: berlusconi
contributo di gattomammone

CONSIDERAZIONI A GOVERNO CALDO

Dieci anni dopo, esattamente lo stesso giorno, il 17 maggio (io per scaramanzia avrei aspettato un giorno visti gli esiti infausti su il suo primo governo) riabbiamo Prodi al comando. Lo so che gli appetiti dei partiti della coalizione erano tanti ma mi sarei aspettato un governo un po' più snello e senza lo sdoppiamento lavoro-welfare, infrastrutture-trasporti, famiglia-politichegiovanili. L'unico che approvo  è l'istruzione separata da università e ricerca.

Tra i ministri più azzeccati vedo Padoa Schioppa, Bersani, Pecoraro Scanio, Di Pietro, Bonino, De Castro, Chiti e buon ultimo CicciobelloRutelli ai Beni culturali e Made in Italy(?). Non so che dire degli altri  a parte la nomina molto comica della "zitella" Bindi al ministero della Famiglia e del medico Fioroni all'Istruzione. Per tutto il resto, compreso Mastella alla giustizia, D'alema agli esteri e Amato all'interno, che lo stellone e il culo di Prodi ci assistano per tutta la legislatura...

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Categorie: considerazioni, proderie
martedì, 16 maggio 2006
contributo di gattomammone

BAR SILVIO

di Massimo Gramellini

Davanti all’immondizia che sta venendo a galla, persino il tifoso più becero invoca riscritture di regole e rifondazioni. Silvio Berlusconi no. Interpellato a San Siro sulla crisi del calcio, ha colto l’occasione per un ampio giro d'orizzonte intorno al proprio ombelico e invece della riforma del sistema si è preoccupato soltanto di reclamare per il suo Milan i due scudetti che verranno presumibilmente tolti alla Juve.

All'inizio ho creduto si trattasse di una battuta di Gene Gnocchi. Perché in questo frangente nemmeno un politico con il senso dello Stato di Vanna Marchi riuscirebbe a pensare prima ai suoi comodi che all’intera nazione calcistica in subbuglio. Berlusconi ha compiuto l'impresa. La sua concezione privatistica della politica si è associata alla sua visione autoassolutoria dell'esistenza, partorendo un piccolo capolavoro d'opportunismo. Anche a voler sorvolare sulla presenza nelle intercettazioni di un dirigente del Milan, e sull’inedito entusiasmo del Principe dei Perseguitati per l'operato della magistratura («Aspettare le sentenze? Ma più chiaro di così!», ha dichiarato il noto garantista), rimane il fatto che se c’è una persona in Italia che dovrebbe chiedere scusa per la deriva del calcio, questa è proprio lui. Chi ha gonfiato per primo la rana del pallone con il mostruoso e chiacchieratissimo ingaggio di Lentini, meritandosi dall’Avvocato la fama ironica di «grande calmieratore del mercato»? Chi ha scaricato sistematicamente sui bilanci Fininvest i debiti dei rossoneri, squilibrando i rapporti di forza fra i pochi club ricchi e tutti gli altri? Chi ha creato e avallato il duopolio Milan-Juventus che per vent'anni si è spartito gli scudetti e i denari delle televisioni?

Berlusconi è un maestro nel travestirsi da vittima. Ma stavolta abbia almeno la decenza di farlo in silenzio. Prenda esempio da un fascista galantuomo come il bolognese Leandro Arpinati, che quando nel 1927 fu tolta la vittoria al Torino per un episodio di corruzione che a confronto con l'oggi, e col Moggi, mette quasi tenerezza, si oppose per ragioni di stile a che lo scudetto venisse assegnato al suo Bologna, secondo in classifica. Quell’anno il titolo non andò a nessuno. Un politico liberale dovrebbe augurarsi che succeda lo stesso anche stavolta. Un liberale. Non un populista da bar sport.


(grazie a artefatti.it)

 

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Categorie: satira, berlusconi, palloni sgonfiati
mercoledì, 10 maggio 2006
contributo di gattomammone

VEDI NAPOLITANO E POI MUORI

L'Italia postberlusconiana ha un nuovo (solo 81 anni...) presidente della Repubblica: Giorgio Napolitano, ex comunista, ex ministro degli interni, ex presidente della camera dei deputati, ex amministratore di condominio, ex presidente della casa del popolo Tommaso Aniello detto Masanielllo di Napoli. Insomma per fare il capo dello stato più ex si era è meglio è.

 

Silvio Berlusconi, noto superstizioso, saluta così l'elezione del nuovo presidente:

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martedì, 09 maggio 2006
contributo di gattomammone

VODAFONE MOGGY

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Categorie: tarocchi, palloni sgonfiati
contributo di gattomammone

O LE POLTRONE O LE TASSE!

Allora, se vince la Moratti a Milano, gli elettori di centrosinistra faranno bene a non pagare l'Ici?

No tassescion ife not rappresentescion
di Rita Pani (da
R-Esistenza Infinita)

Il botulino cancella i segni del tempo, ma non il tempo.
Qualcuno lo dica a berlusconi, che sembra sempre essere in overdose da botulino.
Nello show for the eletion of sindac di Milan, ieri ha dato il massimo con alcune perle che andrebbero conservate a memoria; pare non aver capito che per governare, bisogna vincere le elezioni e poco importa se chi ha vinto deve ringraziare gli elettori o Tremaglia, così annuncia che non si sentirà rappresentato se non sarà all’interno delle istituzioni.
Non solo, colto da delirio stelle e strisce annuncia: “no tassescion ife not rappresentescion”. Qualcuno bonariamente deve avergli ricordato che si trovavano a Milano e non a New York così ha subito specificato che, se un comunista fosse stato eletto Presidente della Repubblica non avrebbe pagato le tasse. Che fantasia!!! Il goloso che annuncia di voler mangiare le torte, l’erotomane che vuole toccare i culi, l’ubriacone che vuole avere il fiasco del vino.
Non l’ha detto apertamente, ma credo che un poco si sia preoccupato della legge approvata dalla Regione Sardegna che prevede la tassazione delle seconde e terze case e delle case dei non residenti, dell’approdo di barche simili a navi, degli aerei privati; un po’ d’ansia potrebbe anche averla per i controlli che partiranno oggi nel mega abuso edilizio che noi sardi, in cuor nostro, chiamiamo già Punta Perotti.
Si agita, ma quelle stramberie in inglese, sembrano lo sbattimento di un’anguilla alla quale è già stata staccata la testa. A giorni avremo il nuovo presidente della Repubblica, e dopo qualche giorno, il tempo di un trasloco, arriverà il nuovo governo, e finalmente sparirà. Scorderà pian piano, persino la strada che porta al parlamento. Non è uomo da opposizione, non è uomo. Manderà avanti i suoi uomini di paglia, come ha sempre fatto, mandandone persino qualcuno in galera per conto suo, e riapparirà solo e soltanto se e quando potrà essere nuovamente protagonista.
Ci vediamo martedì, a casa” scrive berlusconi in un telegramma a previti, perché quello della galera ne ha davvero paura ed è triste pensare che è proprio quello il posto nel quale dovrebbe stare, come chiunque abbia rubato o trasgredito alle leggi di un paese civile.

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Categorie: berlusconi
giovedì, 04 maggio 2006
contributo di gattomammone

CINCIAMPAI

Ciampi non si ricandida e sono contento per lui e sul suo settennato la penso come Gianluca Freda:

Sono stato accusato di provare disprezzo per il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. E’ assolutamente falso. Considero Ciampi, sul piano umano, persona integerrima, correttissima e massimamente competente per la sua carica. Ciò non mi impedisce di considerare il suo settennato al Quirinale come il peggiore di cui la storia di questo paese abbia memoria e di salutare il suo rifiuto di ricandidarsi come un supplemento di liberazione. Il fatto è che Ciampi non è immune al male che ha infettato gli ultimi quindici anni di vita politica italiana: il formalismo. Percepisce la tutela della Costituzione come una sorta di cerimoniale, come un insieme di regole tecniche a cui attenersi col massimo scrupolo. Raramente, e solo nella trita retorica dei suoi discorsi pubblici, sembra sfiorato dall’idea che tutelare la Costituzione significa difendere un insieme di valori morali che rappresentano il fondamento del nostro vivere collettivo. Non sembra ritenere possibile che tra una linea di condotta rispettosa dello spirito costituzionale e l’ossequio al protocollo possa esistere, in molti casi, una distanza incolmabile. Che la lettera e lo spirito della Costituzione possano non essere la stessa cosa. Ciò ha fatto di lui un Presidente debole e del tutto inadeguato ad affrontare gli anni di emergenza democratica che l'Italia ha vissuto a partire dalla terribile “discesa in campo” di Berlusconi. Questi anni avrebbero richiesto la presenza al Quirinale di un Presidente capace di svolgere il suo ruolo di tutore della Costituzione con determinazione e con la disponibilità ad infrangere, se necessario, qualche cavillo se la tutela di certi valori etici di base lo richiedeva. Scalfaro era stato, ad esempio, un Presidente che aveva ben chiaro il primato dei contenuti della carta costituzionale sulla sua forma. Ciampi è stato l’esatto contrario. Negli ultimi cinque anni – ma per la verità l’opera di demolizione aveva avuto i suoi prodromi già nella legislatura di centrosinistra – abbiamo assistito ad uno scempio sfacciato di tutte le principali regole morali fissate dalla Costituzione, regole che avevano sovrinteso al nostro vivere civile in tutti gli ultimi 50 anni di vita repubblicana. Lo scempio è stato così osceno da sorprendere perfino chi, come il sottoscritto, da Berlusconi si è sempre aspettato il peggio del peggio in tutti gli ultimi 20 anni. Berlusconi ha minato il principio di separazione tra poteri dello stato attaccando ripetutamente la magistratura, fino a tentare nei suoi confronti il colpo di grazia con l’abominevole riforma della giustizia; ha negato il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, fabbricando leggi che servivano, per esplicita ammissione sua e di molti suoi sgherri, a costruire immunità e privilegi per sé e per alcuni suoi sodali; ha avversato la laicità dello stato, con riforme della scuola che equiparavano scuole pubbliche e private sul piano dei finanziamenti e con ampie concessioni all’assunzione di insegnanti di religione nelle scuole pubbliche; ha ridicolizzato il principio di progressività delle imposte, abbassando le tasse ai ricchi e lasciandole invariate (o aumentandole) ai poveri; si è fatto beffe dell’art. 11, appoggiando gli Stati Uniti nella guerra più disumana, indegna e criminale che un paese occidentale abbia mai combattuto negli ultimi 100 anni, Germania nazista compresa; ha messo sotto i tacchi il principio di libertà d’informazione, varando l’indecente legge Gasparri, utile solo alle finanze della sua azienda e disastrosa per il pluralismo; ha concluso il suo scempio con l’orrida riforma della Costituzione, approvata dalla sola maggioranza con un atto di forza, che se non ricacciata nell’oblio il prossimo 25 giugno potrebbe significare la fine della democrazia come la conosciamo. Tutto questo e molto altro senza che Ciampi sentisse altro dovere che quello di protestare con qualche sommesso e indiscernibile brontolio e inviare, di tanto in tanto, qualche squillante quanto inutile messaggio alle camere. Sordo ai richiami dei cittadini, incurante delle migliaia di e-mail inviategli per supplicarlo di non apporre la sua firma alle leggi-vergogna, la presenza di Ciampi si è sentita soprattutto nei solenni discorsi istituzionali sulle bare dei caduti in Iraq – caduti grazie a un governo che li aveva mandati a morire rinominando “missione di pace” un sanguinoso intervento militare compiuto in spregio dell’art. 11, il tutto nel silenzio del Quirinale – e nei discorsi di capodanno, con i perenni richiami alla triade etica “Dio, Patria e famiglia” che sembrava uscita dritta dritta da una macchina del tempo bloccata all’età di Francesco Crispi. Nessuno si aspettava da Ciampi le barricate che un Capo dello Stato non ha né il potere né il diritto di porre in essere, ma ci saremmo sinceramente aspettati una maggiore cautela nella disamina dei provvedimenti di legge che via via venivano sottoposti alla sua attenzione da un governo che ha mostrato di avere come unico scopo la sovversione delle istituzioni come le conosciamo e come la Costituzione le aveva concepite.
E così è finita anche l’era Ciampi, un’era terribile per il nostro paese.
Ciampi sarà senz’altro un ottimo senatore a vita. Se saprà sostenere in Senato i valori morali che non ha avuto il coraggio di difendere durante il suo settennato, potrà riscattarsi da un’esperienza quirinalizia che ritengo da dimenticare. Un voto in più a Palazzo Madama, di questi tempi, arriverebbe davvero come una benedizione dal cielo.

Inserito da gattomammone alle ore 23:12 | link | commenti (8)
Categorie: considerazioni, regole, democrazia
contributo di gattomammone

LA PANCHINA

Uno come lui non poteva andare ai giardinetti e trascorrere la sua vecchiaia su una normale panchina in mezzo agli altri. No, lui la panchina se l'è fatta mettere nel parco di casa su un cocuzzolino appositamente costruito con  vista mare e all'ombra di olivi secolari. E qui sta l'errore. Come è possibile che il capo dell'opposizione stia all'ombra del simbolo del partito di colui che l'ha battuto politicamente?

 

 

Inserito da gattomammone alle ore 22:19 | link | commenti (2)
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