domenica, 30 gennaio 2005
contributo di gattomammone

 E DUE! IL MILAN RIPERDE.
 Dopo il Livorno, un altra squadra di "cumunisti" questa volta bolognesi, affonda  in casa la squadra del presidente del consiglio.
Gia' all'opera una task force di avvocati specializzati in giustizia sportiva per far invalidare i due risultati negativi e ristabilire l'ordine calcistico.

(da Giuda.it)

Inserito da gattomammone alle ore 22:37 | link | commenti
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contributo di gattomammone

MASSIMO SI, ROMANO NO.

D'Alema ospite in prima serata da Fazio, e nessuno trova da ridire.
Prodi ospite in seconda serata dalla Dandini e la destra si scatena.
Questo la dice lunga su chi dei due è più funzionale al regime.

(CONSIDERAZIONE DI VOTANTONIO APPROVATA DA GATTOMAMMONE)

Inserito da gattomammone alle ore 22:24 | link | commenti
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contributo di gattomammone

CERCASI AUMENTO
E' STATA SMARRITA UNA PROMESSA DI AUMENTO DI STIPENDIO CONSEGUENTE A  DIMINUZIONE DELLE TASSE.  NON SI RITROVA IN NESSUNA BUSTA PAGA .


se siete tra gli eletti che l'hanno vista materializzarsi nella propria busta paga fatecelo sapere, grazie.
Inserito da gattomammone alle ore 22:16 | link | commenti
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sabato, 29 gennaio 2005
contributo di gattomammone

 LE GRANDI OPERE BERLUSCONIANE


(grazie a maus.splinder.com)

Inserito da gattomammone alle ore 11:02 | link | commenti (1)
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venerdì, 28 gennaio 2005
contributo di gattomammone

IL GIORNO DOPO 


(grazie a maus.splinder.com)

Inserito da gattomammone alle ore 16:46 | link | commenti
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giovedì, 27 gennaio 2005
contributo di gattomammone

E DOMANI TUTTI DI NUOVO SMEMORATI... 
di Rita Pani (da R-Esistenza Settimanale)

Il mondo ricorda, leggo sui giornali. Oggi 27 Gennaio è il giorno della memoria, il 28 saremo tutti liberi di scordare ancora.
Auschwitz è esistita, e in essa i morti inceneriti, ed anche l’Italia favorì la deportazione degli Ebrei. Lo ha detto anche fini sconfessando le dichiarazioni di uno dei suoi, che con una spugnetta umida di saliva provava a ripulire un po’ di nefandezza dalla storia modera.
Moderna e post moderna, oserei dire, dal momento che siamo obbligati a ricordare il 27 Gennaio ma a dimenticare tutti gli altri giorni dell’anno, perchè Auschwitz esiste ancora che lo si voglia o no, in ogni paese dove esiste un campo di raccolta di esseri umani, torurati, seviziati ed uccisi nel più totale silenzio, coperto dal vincolo della segretezza che non fa tanto democrazia.
Cos’è Guantanamo oggi? Una Auschwitz dove forse non si inceneriscono i detenuti, ma è difficile dire se essi muoiano in seguito a torture e violenze, perchè non si sa nemmeno chi e quanti ci siano dentro.
Se si avesse memoria non si dovrebbe dedicarle un giorno dell’anno. La memoria o la si possiede oppure no, e per questo tipo di memoria non credo serva il Gingseng o il fosforo. Basterebbe insegnare la storia, ma quella vera, non quella revisionata dai testi della scuola CEPU morattiana.
Dovremo imparare dagli indiani d’America, sederci e raccontare quello che abbiamo avuto la fortuna di imparare, o di ascoltare, perchè il tempo passa e spazza le vite di chi la storia l’ha vissuta.
Ho letto che domani il revisionista di Arcore sarà ad Auschwitz e mi chiedo perchè? Forse perchè il mondo è obbligato a ricordare e magari alla fine ci sarà anche un rinfresco. Che ci va a fare questo governo ad Auschwitz dopo che ha tagliato i fondi dell’ANPI? Dopo che equiparato i reduci della Repubblica di Salò ai reduci della guerra?
Che differenza c’è tra il genocidio di Auschwitz e il genocidio del terzo e quarto mondo? Che differenza c’è tra l’antisemitismo e la caccia all’islamico? Nessuno, tranne che per uno si ratifica la giornata del siparietto, per le altre Auschwitz esiste la regola del silenzio.
Qualche giorno fa i rappresentati del nuovo partito neo nazista regolarmente eletto ha lasciato l’aula del parlamento europeo per non dover essere costretto a partecipare alla commemmorazione dei morti per nazismo. In Italia c’è gente che va per strada con i cartelli con su scritto in padano “ Fuori l’Islam dalla Padania”, Forza Nuova candida suoi esponenti nel nuovo vecchissimo partito della mussolini, La American Civil Liberties Union, organizzazione americana per i diritti civili, ha ottenuto documenti che denunciano sistematiche violenze e abusi contro iracheni detenuti dalle forze americane in Iraq.
Per fortuna io, mi ricordo. Me lo hanno insegnato.

Inserito da gattomammone alle ore 12:20 | link | commenti (3)
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mercoledì, 26 gennaio 2005
contributo di gattomammone

FACCIAMO FINTA CHE TUTTO VA BEN...
di Paola Bensi (dal blog di Claudio Sabelli Fioretti)

Dalla pubblicità che viene trasmessa in Tv è emerso che:

- La famiglia italiana media è costituita dal padre che non raggiunge i 30 anni, la madre ha 20 anni e i figli hanno solo 10 anni in meno di loro, ovviamente tutti sani e bellissimi.
- Lei fa la mantenuta, infatti è sempre a casa che sforna torte e biscotti, innaffia le piante oppure si mette in perizoma e si lascia fotografare sul balcone dai vicini e quando ha il ciclo si arrampica sugli alberi oppure si butta col paracadute.
- Lui ovviamente è un super manager, lavora 2 ore al giorno, va in ufficio in elicottero, e prende sui 10 mila euro al mese per poter mantenere il casolare di campagna, la moglie e i cinque figli.
- I figli miracolosamente non litigano mai, vanno bene a scuola, sono ubbidienti e l'unica cosa che chiedono è la loro merendina preferita e l'unica disgrazia che potranno mai combinare è una macchia di cioccolata sulla maglietta (ma a quella ci pensa la nonna).
- Si fa sesso ogni giorno in ogni angolo della casa.
- Ci si può innamorare nel bel mezzo di un incendio che sta devastando un quartiere.
- Se la tua auto monta un tetto apribile è probabile che un caccia ti si accosti a testa in giù.
- Vieri sa cos'è l'ADSL...
- Quando ti ammali, se prendi una medicina ti passerà tutto in 30 secondi.
- I tuoi colleghi di lavoro sono tutti fotomodelli/e al di sotto dei 30 anni e il capo non ti dice niente se ti becca col walkman o se fai disegnini in riunione.
- Se ti metti a ballare il tango in mezzo alla strada non ti prendono per schizofrenica. Quando fai una passeggiata ti può capitare di incontrare Antonio Banderas, George Clooney o Sean Connery.
- Se non hai voglia di cucinare, tuo marito e i tuoi figli si accontentano benissimo di una scatoletta di carne gelatinosa e ti ringraziano pure.
- Se fai il postino trombi come un coniglio masticando semplicemente un chewing-gum.
- Quando è ora di cena tutta la famiglia si riunisce e fa una danza rituale con un camaleonte.
- Quando litighi col tuo ragazzo, fuori dalla porta ce n'è un altro pronto a consolarti.
- I neonati non sporcano mai i pannolini e la prima cosa che imparano è cambiarsi da soli. Se pisciano, pisciano una strana acqua blu...
- Non c'è mai traffico e tutte le strade passano per vallate stupende dove ci sei solo tu!
- Gli animali non fanno mai cacca.
- Tua nonna fa yoga, ginnastica artistica, ti porta ai concerti, ti dà il numero di telefono del cantante e corre a portarti i vestiti perché tu, povera nipotina, hai voluto fare il bagno nuda.
- Giochi a basket e sei contento di perdere tanto pensi alla tua macchina nuova. Che è una Fiat...
- Tu vai in giro e tutti ti ringraziano per aver fatto la spesa.

Inserito da gattomammone alle ore 22:55 | link | commenti
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contributo di gattomammone

ATTENTATO CONTRO LA SICILIANITA' 

 IL PROCESSO
Bonsai di Sebastiano Messina
(Repubblica del 26.01.2005)
 
Davanti ai supremi giudici della Commissione di Vigilanza è cominciato il processo per il clamoroso attentato del 15 gennaio contro la Sicilianità. Alla sbarra, il famigerato Paolo Ruffini, capo della cosca di Ballarò, padrino di Report e boss di RaiTre, il quale ha lasciato di stucco la Corte confessando immediatamente di essere il mandante della micidiale inchiesta che ha devastato l’immagine delle istituzioni mafiose e messo in cattiva luce, davanti a tutto il Paese, anche la parte sana del racket siciliano.
Il pericolosissimo capoclan – noto negli ambienti della criminalità televisiva come “il Direttore” – ha ammesso di aver commissionato lui stesso il servizio incriminato, incaricandone dell’esecuzione due donne della banda: la temutissima Milena Gabanelli (la basista) e l’infallibile Maria Grazia Mazzola (che ha materialmente premuto il pulsante della telecamera).
Incastrato dalle dichiarazioni di un intervistato pentito, e inchiodato dalle registrazioni su nastro del criminale programma, Ruffini sarà certamente condannato. Capo d’imputazione: concorso esterno in associazione curiosa finalizzata al traffico di notizie stupefacenti

Inserito da gattomammone alle ore 09:13 | link | commenti
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contributo di gattasorniona

SILVIO B. E STEPHANIE F.


Tempo fa sono stata invitata da Gattomammone in persona a scrivere qui sul suo blog. Grazie! Ho aspettato di aver qualcosa da dire su Berlusconi. Mi pareva giusto fare così.
Poco fa pensavo che il manicheismo berlusconiano* è uguale, ma proprio uguale, a quello di Stephanie Forrester.
Secondo me, infatti, Silvio Berlusconi e Stephanie Forrester* si assomigliano molto e hanno molti tratti in comune.
Il Berlusca ce l'ha con i comunisti così come Stephanie ce l'ha con Brooke. Stesso tipo di astio: per il cavaliere i comunisti sono il male, per la matriarca dei Forrester Brooke è il male. Torna tutto.
Inoltre tra i due ci sono delle evidenti affinità fisiche. Entrambi sfoggiano lo stesso look patinato a cui danno un'enfasi esagerata quando vi apportano dei cambiamenti. Per esempio, i cambiamenti di pettinatura diventano un evento mediatico: vedi taglio di capelli di Stephanie #1, #2 e il ritocchino alla capigliatura di Silvio.
Infine entrambi hanno alle spalle delle storie torbide e poco chiare. Stephanie nel corso della sua vita ha combinato dei casini che nemmeno venti Brooke messe insieme sarebbero state in grado di fare. Il Berlusca, beh, son cose arci note...

Inserito da gattasorniona alle ore 09:06 | link | commenti (4)
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martedì, 25 gennaio 2005
contributo di gattomammone

 UN EROE DI TROPPO


(grazie a maus.splinder.com)


da "Contrordine" di Alessandro Robecchi (Il manifesto del 23.01.2005)

Il ventesimo eroe italiano della pace in Iraq, mitragliere che mitragliava dall'alto, è morto mitragliato da terra, proprio come se fossimo in guerra. Inevitabile per (quasi) tutti i media l'uso della parola «eroe». Giusto il cordoglio e giusto il dolore: il ventesimo eroe italiano della pace in Iraq lascia una figlia di cinque mesi, che certo sarebbe stato più eroico veder crescere, andare a scuola, affrontare le mille difficoltà della vita. Si dice (ma l'ho letto soltanto su questo giornale) che non ci volesse andare, in Iraq, che l'avesse sfangata un paio di volte e che poi non abbia potuto evitarlo. E' sicuro, invece, che volasse su una carretta poco adatta e non corazzata, datosi che gli elicotteri corazzati non li mandiamo laggiù in Iraq, essendo armi da guerra ed essendo noialtri laggiù a far la pace. Comma 22. Un anno fa alcuni elicotteristi italiani si permisero di far notare che non c'erano le condizioni di sicurezza nelle missioni, nessuna certezza di non morire mitragliati dal basso mentre si vola, e si rifiutarono di volare. Furono presi a pesci in faccia, sbertucciati, sgridati di brutto e trattati come codardi. Non erano eroi. Pussa via, femminucce.

La parola eroe, sparsa ieri dai molti neo-cogl di casa nostra a piene mani tra le pieghe di un cordoglio che suona falso lontano un chilometro, non è però del tutto fuori luogo. Un uomo giovane mandato a combattere una guerra sbagliata e illegale che abbiamo chiamato missione di pace per puro paraculismo, senza nemmeno gli strumenti tecnici più sicuri per farlo, può ben essere un eroe. Uno che lavorava in mezzo alle ovvie menzogne della guerra, quelle che ci dicono quanto siamo amati laggiù, quanto a Nassiriya va tutto bene, quanto siamo umanitari. Uno che si muoveva in una realtà difficile, dove tu spari addosso alla gente e la gente spara addosso a te, circondato da una fiction ufficiale fatta di belle parole, inni, pacche sulle spalle, discorsi su libertà e democrazia, nazionalismo e maschia voglia di menar le mani, ma - si capisce - solo perché Saddam era tanto cattivo, anche se non aveva armi di distruzione di massa.

Non è una cosa facile passare al setaccio la retorica del momento, distinguere nel lutto e nel dolore le frasi di circostanza dalla sostanza vera. Lo faceva per passione. No, per aiutare i bambini (di cui incidentalmente, però, mitragliava i padri). No, per senso del dovere. No (Salvatore Scarpino su Il Giornale) «per distribuire caramelle senza allentare la vigilanza». Si può scegliere fior da fiore, ma sempre si nota l'imbarazzo e il disagio dei sostenitori della guerra, gli stessi che la chiamano pace, gli stessi che sono costretti a chiamare eroi i caduti da loro stessi mandati a cadere. Eroi che vengono celebrati da fiumi limacciosi di retorica e sommersi da messaggi ufficiali, ma che dopo un po' sono ingombranti, ricordano a tutti che sono stati mandati a fare una cosa sbagliata e per di più con mezzi inadeguati, la versione moderna delle vecchie scarpe di cartone con cui si mandarono altri giovani a diventare eroi sul Don e sulla Drina. Avere un eroe può far piacere - fidelizza l'utente, come dicono quelli del marketing, e la guerra ha il suo - ma prima o poi si diffonderà l'idea che era meglio non averlo, che si poteva non averlo, che con qualche accortezza (politica o militare) si poteva avere un eroe in meno e un marito, un padre in più.

Per questo il ventesimo eroe italiano della nostra benemerita pace con l'Iraq sarà celebrato con tutti gli onori e poi frettolosamente dimenticato, archiviato come «casualità», o come incidente nel luminoso percorso della consegna porta a porta della democrazia in Iraq. Secondo le carte dell'inchiesta, sarà soltanto stato vittima di «attentato con finalità di terrorismo», che è un altro bell'esercizio di paraculismo per evitare di dire che stiamo facendo la guerra. Mitraglia alla mano, sorvoli un territorio che hai invaso, ma se per caso ti sparano sono soltanto terroristi. Non è una novità che si neghi agli iracheni la patente di combattenti. Ma è un chiaro effetto collaterale che se quelli non sono combattenti (soltanto terroristi), l'eroe è un po' meno eroe. Ecco che già nelle pratiche della burocrazia e nelle carte bollate la parola eroe trascolora, perde forza, si squaglia un po'. Tra pochi giorni anche i neo-cogl la useranno con più pudore: celebrare troppi eroi fa male alla guerra, è cattiva pubblicità, meglio scordarseli presto e, soprattutto, scaricarseli dalla coscienza. Quelli che oggi usano con tanto ardore la parola eroe sono quelli che l'eroe l'hanno mandato là, usandolo da vivo e poi pure da morto. Grande cordoglio. Ma l'eroe meglio scordarlo in fretta.

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SEMPLICEMENTE INCAPACI
di Barbara Melotti (dal blog di Claudio Sabelli Fioretti)

Questo governo, prima che essere di destra, reazionario (toh, un'altra parola che non si usa piu') e restauratore, e' a tutti gli effetti, e in qualche caso (ma non in questi) per fortuna, un governo d'incapaci. Non sono ancora riusciti a produrre una legge di qualche peso che sia passata indenne dai controlli di legittimita' vigenti: Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, Corte Europea, Corte dei Conti e chi piu' ne ha piu' ne metta, fino ai Tribunali Ordinari nella loro funzione istituzionale e costituzionale di interpretazione delle leggi. Ora, se non riescono nemmeno a produrre una leggina sul traffico senza ledere i diritti costituzionali di qualcuno, come era pensabile che affrontassero un tema greve e del tutto inedito come la risposta giudiziaria al terrorismo internazionale senza prendere clamorose topiche? Avrebbero ben altro da fare che non strepitare e sparare le solite cazzate, o cercare di aggirare e neutralizzare norme e controlli.


(da l'Unita' on line)

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contributo di gattomammone

 MENO SIAMO MEGLIO STIAMO

(grazie a maus.splinder.com)

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domenica, 23 gennaio 2005
contributo di gattomammone

OGNI PROMESSA E' DEBITO! 
FIORENTINA 1 - ROMA 2
L'avevo promesso e lo mantengo. Da ora tifo per il Livorno.

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contributo di gattomammone

 QUANTO "GLI" COSTA LA DEMOCRAZIA...

(da l'Unità del 23.01.2005)

e siccome costa tanto meglio rifare la legge elettorale "pro domo sua" e mandare l'opposizione in Siberia.

Inserito da gattomammone alle ore 21:25 | link | commenti
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contributo di gattomammone

 FINALMENTE UNA SQUADRA CON LE PALLE!
Che goduria! Finalmente una squadra che fa il culo al Milan! Mica come la Fiorentina che si fece dare 6 pappine. Se stasera la viola non batte sonoramente la Roma è la volta che passo al Livorno. Almeno ogni tanto si gode. E poi ha il tifo piu' irriverente d'italia. Complimenti amaranto!

(da Repubblica it a perenne memoria)

Livorno, che partita! Un grande Livorno, un grandissimo Livorno, si porta a casa la vittoria più ambita, non solo per i tanto sbandierati motivi politici (è la tifoseria più di sinistra d'Italia...). I rossoneri hanno giocato bene, ma contro la determinazione e la carica di questo Livorno serviva qualcosa in più. I toscani hanno giocato infatti sempre al 110%, con carica e animus da paura, rischiando in fondo poco e meritando il successo di misura.

(legenda: Spinelli, presidente del Livorno;
Dal Bosco, ll lanciatore (pentito) di cavalletti)

Inserito da gattomammone alle ore 19:28 | link | commenti (3)
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